Nel 2025, secondo i dati riportati, in Italia sono state prodotte circa 1,5 milioni di barbatelle di Cabernet Franc, contro 1,9 milioni nel 2024 e quasi 2,5 milioni nel 2021. Il ridimensionamento viene ricondotto soprattutto al Nord-Est, dove gli impianti si orientano verso i bianchi. In Maremma e a Bolgheri, invece, le testimonianze descrivono sostituzioni del Cabernet Sauvignon e del Merlot, anche attraverso il sovrainnesto. Il quadro toscano resta articolato: le vendite di Franc riferite da Rauscedo sono scese dal picco del 2023, nel contesto della contrazione dei rossi e della riduzione dei contributi pubblici, mentre nel tempo è cresciuto il suo peso rispetto al Sauvignon. Alla base delle scelte aziendali, gli intervistati indicano la ricerca di finezza e facilità di beva, insieme alle risposte del vitigno alle condizioni climatiche della costa. Cambiano anche la maturazione e l’espressione delle note vegetali, mentre sulla produttività emergono valutazioni diverse tra i vivaisti. Il successo descritto riguarda dunque soprattutto valore e reputazione di produzioni contenute. L’inchiesta collega questo riposizionamento alla geografia degli impianti e alle scelte agronomiche, mostrando perché i soli volumi vivaistici non esauriscano la lettura del fenomeno.