Valtellina: il futuro tra denominazioni e innovazione

Da ViVa Vini Valtellina, le strategie per sostenere la viticoltura eroica: proposte di modifica ai disciplinari, nuovi linguaggi e ricerca per affrontare il cambiamento climatico.

Data:

October 9, 2026

Tempo di lettura:

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Testata del Corriere Vinicolo

Valtellina: il futuro tra denominazioni e innovazione

Preservare la viticoltura sui terrazzamenti significa tenere insieme sostenibilità economica, tutela del paesaggio e capacità di affrontare condizioni climatiche variabili. In Valtellina, dove il lavoro resta quasi integralmente manuale, il futuro del vino passa anche dalla riconoscibilità delle denominazioni e dal rapporto con i consumatori. Il posizionamento premium deve sostenere costi elevati, mentre la comunicazione è chiamata a rendere accessibile la complessità del territorio. Ricerca, innovazione nella gestione dei vigneti e collaborazione con la ristorazione diventano così parti di una strategia comune per mantenere vitale la produzione e rafforzarne il valore.

Su Il Corriere Vinicolo 31/2026, Clementina Palese approfondisce queste prospettive nell’articolo «La Valtellina traccia la rotta del suo futuro», a partire dal convegno della seconda edizione di ViVa Vini Valtellina, svoltasi a Sondrio dall’11 al 14 settembre. Mamete Prevostini, presidente del Consorzio di tutela dei Vini di Valtellina, indica la necessità di consolidare il mercato lombardo, con Milano come riferimento, e costruire maggiore notorietà internazionale. Il dialogo diretto tra produttori e ristoratori e le esperienze capaci di coinvolgere anche chi non è esperto sono gli strumenti proposti per rinnovare il racconto. A questo si affianca la razionalizzazione dei disciplinari, con l’obiettivo di rendere più comprensibile l’articolazione delle denominazioni.

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Le modifiche, approvate all’unanimità dal Consiglio del Consorzio e indicate nell’articolo come all’esame del Ministero, prevedono quattro nuove sottozone per il Valtellina Superiore Docg, senza ampliarne la superficie, e l’innalzamento dell’altimetria consentita per il Rosso di Valtellina Doc, che aprirebbe nuove aree per circa 200 ettari. Marco Fay ne illustra le prospettive anche in termini di manutenzione del territorio. Sul versante tecnico, Mattia Dell’Orto richiama la sperimentazione dei droni per la distribuzione puntuale di fitofarmaci e la conservazione dell’acqua per i periodi di stress idrico. Le riflessioni di Gabriele Cola sulla variabilità agroclimatica e di Attilio Scienza sulla biodiversità della Chiavennasca completano il quadro: monitoraggio, maggiore variabilità genetica e prospettive della selezione clonale su base epigenetica sono tra le direzioni di ricerca discusse per favorire l’adattamento dei vigneti e la continuità della viticoltura eroica.