Grappa e Vermouth: la sfida internazionale degli spirits

Ulric Nijs analizza la crisi degli spirits, i nuovi mercati e le prospettive di grappa e Vermouth tra valore percepito, comunicazione e mixology.

Data:

October 21, 2026

Tempo di lettura:

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Testata del Corriere Vinicolo

Grappa e Vermouth: la sfida internazionale degli spirits

Il mercato internazionale degli spirits attraversa una fase difficile, tra consumi in rallentamento, costi crescenti e nuove pressioni normative. Ma una parte delle difficoltà, secondo Ulric Nijs, nasce anche dalle scelte del settore: la premiumizzazione ha spesso portato ad aumentare i prezzi senza rendere altrettanto evidente il valore offerto al consumatore. Per riprendere il dialogo con il pubblico non basta insistere su metodi produttivi, tradizione e confezioni prestigiose: occorre spiegare perché un prodotto meriti attenzione, qualità e prezzo, e individuare occasioni di consumo capaci di avvicinare nuove persone.

È la riflessione al centro dell'intervista di Fabio Ciarla a Ulric Nijs, direttore di Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles, pubblicata su Il Corriere Vinicolo 33/2026 con il titolo «Grappa e Vermouth, l'Italia ha ancora molto da raccontare». La conversazione attraversa una geografia produttiva in trasformazione: l'India amplia le proprie ambizioni e alcuni Paesi africani si affacciano sulla scena internazionale, mentre la Cina registra una flessione delle iscrizioni al concorso. I numeri di Spirits Selection indicano inoltre andamenti differenti tra categorie: dal 2020 aumentano, fra le altre, le partecipazioni di mezcal e whisky, mentre il gin mostra una sostanziale stabilità.

Per l'Italia il confronto riguarda soprattutto due prodotti dalle prospettive diverse. Il Vermouth beneficia della diffusione dell'aperitivo e della miscelazione, ma deve trasformare questa popolarità in interesse duraturo anche per le espressioni meno conosciute della categoria. La grappa, invece, secondo Nijs ha ancora molto spazio da conquistare all'estero: la qualità e il legame con vitigni e territori non sono sempre percepiti da chi la incontra soltanto come bicchierino di fine pasto. Una possibilità è offrirle nuove occasioni d'assaggio attraverso i cocktail, come dimostra l'esperienza raccontata dallo stesso Nijs con un Manhattan preparato con grappa invecchiata in barrique. Il nodo comune è la comunicazione del valore: la tradizione offre contenuti da raccontare, ma non può sostituirsi alla capacità di renderli comprensibili al consumatore.