Vino e crisi: ogni azienda ha la propria ricetta

Come trasformare l’unicità del vino in valore economico? L'analisi dei dati e l'intelligenza artificiale aiutano le cantine a riconoscere le leve più adatte alla propria identità e al proprio mercato.

Data:

October 19, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Testata del Corriere Vinicolo

Vino e crisi: ogni azienda ha la propria ricetta

Non esiste una ricetta universale per affrontare le difficoltà del mercato del vino. Ogni cantina ha caratteristiche, risorse e strategie differenti, e ciò che funziona per un’azienda può rivelarsi inefficace per un’altra. Il punto di partenza è comprendere come il valore generato dal territorio, dalla qualità e dall’identità del prodotto possa essere riconosciuto dal consumatore e tradursi in valore economico. Una differenza può esistere senza essere misurata, essere misurata senza essere percepita oppure essere comunicata senza ottenere un riconoscimento dal mercato. Individuare dove questo processo si interrompe è essenziale per definire una strategia coerente.

È il tema affrontato da Carlo G. Ferretti, di GIR | Geo Identity Research, nell’articolo Ricetta anti-crisi? A ognuno la sua, pubblicato a pagina 21 de Il Corriere Vinicolo 33/2026. Il contributo rappresenta la terza tappa del percorso di avvicinamento alla tavola rotonda “Intelligenza artificiale e Big data, l’approccio scientifico dalle applicazioni pratiche ai modelli previsionali”, in programma a Simei. Dopo aver analizzato nei precedenti articoli il rapporto tra terroir, caratteristiche del vino e cambiamento climatico, l’autore sposta l’attenzione sul mercato e sulle possibilità offerte dalla data science e dall’intelligenza artificiale analitica per interpretarne le dinamiche.

L’analisi prende in esame un database di 2.145 etichette appartenenti a 183 aziende di due regioni vitivinicole italiane. Soltanto il 5,2% delle etichette indica esplicitamente nel nome un’origine geografica precisa, ma i vini che riportano questa informazione presentano, nel campione osservato, prezzi mediani superiori. Una correlazione che non dimostra tuttavia un rapporto diretto di causa ed effetto. Un’ulteriore indagine, condotta su 130 cantine attraverso il cosiddetto Market Footprint, mette in evidenza le differenze tra l’identità comunicata dalle aziende e la loro presenza osservabile presso i rivenditori online. Ne emerge la necessità di considerare ogni impresa come un wine ecosystem specifico, nel quale terroir, prodotto, comunicazione, distribuzione e posizionamento economico interagiscono in modo diverso. L’intelligenza artificiale analitica può contribuire a collegare queste informazioni, aiutando le aziende a individuare le proprie leve strategiche senza ricorrere a modelli precostituiti.