Vigneti, la certificazione del materiale vivaistico

Dalla rispondenza varietale ai controlli sui virus: il contributo del Centro Attività Vivaistiche spiega come si verifica la qualità delle barbatelle prima dell’impianto

Data:

September 29, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Testata del Corriere Vinicolo

Vigneti, la certificazione del materiale vivaistico

La qualità di un vigneto si decide anche prima dell’impianto, quando si sceglie il materiale di propagazione. Identità varietale, stato sanitario e tracciabilità delle barbatelle incidono su un investimento destinato a produrre per molti anni. Per questo la certificazione vivaistica occupa un passaggio centrale nella filiera viticola: accompagna la moltiplicazione delle piante e consente di verificare, secondo le regole previste per ciascuna categoria, le caratteristiche del materiale destinato ai produttori.

A spiegare come funziona il sistema sono Stefano Salute, Marco Cardoni, Silvia Loreti, Elena Tura, Marco Pancaldi e Rino Credi del Centro Attività Vivaistiche, in un contributo pubblicato a pag. 10 del n. 30/2026 de Il Corriere Vinicolo. Gli autori partono dalla rispondenza genetica: l’iscrizione di varietà e cloni al Registro nazionale richiede prove di distinguibilità, uniformità e stabilità, mentre nei campi di piante madri i controlli ampelografici possono essere affiancati, in caso di dubbio, dall’analisi del DNA. Sul versante fitosanitario, l’articolo illustra le ispezioni ufficiali e i test di laboratorio impiegati per individuare alcuni virus della vite, distinguendo la frequenza dei controlli nelle diverse fasi della moltiplicazione.

Un riquadro ricostruisce il quadro normativo e le categorie dei materiali: iniziale, di base, certificato e standard. Il materiale certificato deriva da una filiera controllata e viene impiegato per realizzare vigneti produttivi; la categoria standard, anch’essa sottoposta ai controlli previsti, risponde fra l’altro alle esigenze di vitigni per i quali non sono disponibili cloni registrati. Il contributo dedica poi attenzione alle virosi che si trasmettono attraverso il materiale di propagazione e ai patogeni la cui diffusione richiede sorveglianza, tra cui il virus del Pinot grigio della vite e quello della macchiettatura rossa. La conclusione richiama il ruolo della prevenzione: per malattie virali non curabili, la scelta e il controllo del materiale in vivaio sono decisivi prima che le piante arrivino in campo.