Botrite, nuovi microrganismi per il biocontrollo
Due batteri endofiti isolati dalla vite mostrano risultati promettenti contro Botrytis cinerea durante l’appassimento delle uve in Valpolicella.
September 16, 2026
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Botrite, nuovi microrganismi per il biocontrollo
La protezione delle uve durante l’appassimento è decisiva per produzioni come l’Amarone. Alla concentrazione dei composti che definiscono struttura e complessità aromatica si accompagna infatti il rischio di marciumi. Tra i principali patogeni figura Botrytis cinerea, responsabile della muffa grigia, il cui sviluppo nei fruttai può compromettere quantità e qualità. La ricerca guarda quindi a soluzioni biologiche capaci di ridurre il ricorso alla difesa convenzionale.
Sul numero 28 del 14 settembre 2026 de Il Corriere Vinicolo, Chiara Tezza, Giulia Bertazzoli, Fabio Fracchetti, Antonio Del Casale, Roberta Bellini, Mattia Ghedin, Antonio Slaviero e Tiziana Nardi presentano uno studio su due microrganismi endofiti della vite come agenti di biocontrollo. La sperimentazione, condotta dal CREA con Microbion, Perdomini-IOC e Manica, ha confrontato i nuovi ceppi con microrganismi già noti per la bioprotezione.

I batteri Achromobacter xylosoxidans 19VE21-3 e Mycolicibacterium arabiense ACT34 hanno mostrato una significativa capacità di limitare la muffa grigia su acini inoculati artificialmente. La loro efficacia è stata comparata con quella di Metschnikowia pulcherrima e Aureobasidium pullulans. La validazione in condizioni operative è stata realizzata in due aziende della Valpolicella, su uve Corvina sottoposte a circa novanta giorni di appassimento.
I trattamenti con i singoli batteri e con la loro combinazione non hanno prodotto variazioni significative nella perdita di peso, nell’accumulo degli zuccheri o nella disidratazione. Metschnikowia pulcherrima ha mantenuto popolazioni più stabili, mentre i due batteri sono progressivamente diminuiti. La loro applicazione congiunta ha però mostrato una persistenza superiore rispetto ai singoli ceppi.
I risultati più rilevanti riguardano il contenimento di Botrytis cinerea. Nell’azienda con maggiore incidenza naturale, il consorzio batterico ha ridotto nel 2022 l’incidenza del patogeno del 67% rispetto al controllo non trattato, limitando anche la severità dei sintomi. A novanta giorni il trattamento combinato ha superato l’effetto di M. pulcherrima, più efficace a quindici giorni e attiva lungo tutto l’appassimento.
Lo studio indica una possibile sinergia tra i due endofiti e apre prospettive per l’impiego di consorzi microbici nei fruttai. Servono però ulteriori approfondimenti: efficacia e persistenza dipendono dalle condizioni ambientali e dalla pressione del patogeno.