Super El Niño: quali rischi per i vigneti

Il fenomeno climatico atteso tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 potrebbe modificare precipitazioni e temperature, con effetti differenti nelle principali aree vitivinicole.

Data:

September 23, 2026

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Testata del Corriere Vinicolo

Super El Niño: quali rischi per i vigneti

Non si tratta soltanto di un aumento delle temperature o di una stagione più piovosa. El Niño è una configurazione del sistema climatico globale capace di modificare la circolazione atmosferica e di influenzare, anche a grande distanza dal Pacifico, la distribuzione di precipitazioni, siccità, ondate di calore e cicloni tropicali. L’evento atteso tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 potrebbe raggiungere un’intensità eccezionale, tanto da essere definito informalmente “Super El Niño”.

L’analisi di Paolo Ferrante, pubblicata sul numero 29 del 21 settembre 2026 de Il Corriere Vinicolo, esamina i possibili effetti del fenomeno sulla viticoltura mondiale. Le previsioni della World Meteorological Organization indicano una probabilità prossima al 100% che El Niño persista fino a febbraio 2027. Il Climate Prediction Center della Noaa assegna inoltre oltre il 90% di probabilità a un evento molto intenso durante l’autunno e l’inverno boreale.

Gli effetti rimangono probabilistici e variano sensibilmente da regione a regione. Piogge insufficienti possono ridurre le rese e compromettere le riserve idriche; precipitazioni eccessive possono invece ostacolare le operazioni agricole, favorire le malattie fungine e danneggiare infrastrutture e trasporti. Caldo estremo e siccità incidono sulla maturazione delle uve, anticipano la vendemmia e possono alterare il rapporto tra zuccheri, acidità e pigmentazione.

Per Italia e Spagna lo scenario potrebbe risultare meno negativo rispetto ad altre aree produttive. Un inverno più piovoso consentirebbe di ricostituire l’umidità dei suoli e le riserve idriche prima della ripresa vegetativa del 2027, offrendo un vantaggio soprattutto ai vigneti non irrigui del Centro-Sud e delle regioni interne spagnole. Il beneficio non è però garantito: il rapporto tra El Niño e il clima europeo è indiretto e interagisce con la circolazione nord-atlantica, mentre precipitazioni concentrate o fuori stagione potrebbero accrescere i rischi fitosanitari.

Più critiche appaiono le prospettive per Australia e Sudafrica, esposti a caldo, siccità e incendi. In Cile e Argentina sono attese maggiori precipitazioni e nevicate sulle Ande, ma anche possibili alluvioni ed erosioni. California e alcune aree europee potrebbero beneficiare della ricarica di suoli e invasi, purché le piogge non risultino troppo intense.

Il “Super El Niño” rappresenta quindi un test per la capacità dei vigneti di trasformare la variabilità climatica in resilienza. Tecniche agronomiche, ricambi varietali e strumenti dell’agricoltura 4.0 possono sostenere l’adattamento, senza tuttavia annullare i limiti imposti da eventi sempre più frequenti e severi.