Inclusione e lavoro: i casi 8pari e PizzAut

Due esperienze diverse raccontano come il lavoro possa diventare strumento di inclusione, autonomia e valore sociale: il progetto vitivinicolo 8pari e le pizzerie PizzAut.

Data:

May 20, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Argomenti:
  • News
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  • Patrizia Cantini
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Testata del Corriere Vinicolo

Inclusione e lavoro: i casi 8pari e PizzAut

Il lavoro può essere molto più di un’occupazione: può diventare spazio di riconoscimento, autonomia e costruzione di valore sociale. È questo il filo comune che lega due esperienze molto diverse, ma accomunate dalla volontà di trasformare la fragilità in possibilità concreta. Da un lato 8pari, progetto nato nel mondo vitivinicolo piemontese per favorire l’inserimento lavorativo di persone fragili e con disabilità cognitive; dall’altro PizzAut, realtà fondata da Nico Acampora per offrire a ragazzi autistici competenze, responsabilità e una prospettiva di autonomia. Le due storie sono raccontate su Il Corriere Vinicolo 16/2026 negli articoli di Patrizia Cantini e Fabio Ciarla. Il primo ricostruisce la nascita e l’evoluzione di 8pari, iniziativa promossa dalla Cooperativa Sociale Emmaus di Alba e oggi collegata a una rete di aziende vitivinicole piemontesi. Il secondo approfondisce l’esperienza di PizzAut attraverso le parole del suo fondatore, mettendo al centro il valore del lavoro come strumento di crescita personale e sociale per persone con bisogni speciali.

Il progetto 8pari nasce da un percorso avviato nel 2009 e consolidato nel 2015, quando l’incontro tra la cooperativa e alcune cantine del Roero ha permesso di costruire un modello di inserimento socio-lavorativo legato alla produzione vitivinicola. Oggi coinvolge nove ragazzi, dodici aziende e circa 15.000 bottiglie l’anno. Il vino diventa così un “bene relazionale”: non solo prodotto, ma veicolo di un messaggio sociale che passa attraverso le vigne, la cantina, l’etichetta e il racconto al consumatore.

PizzAut affronta lo stesso tema da un altro settore, quello della ristorazione. Nico Acampora descrive il lavoro come una possibilità concreta per aumentare competenze sociali, relazionali e autostima, trasformando persone spesso considerate un costo in risorsa per la società. L’esperienza delle pizzerie tra Milano e Monza, pur non facilmente replicabile in ogni dettaglio, diventa un modello a cui guardare per interrogarsi sull’inserimento lavorativo delle persone autistiche e, più in generale, sul ruolo ancora troppo debole dello Stato e del sistema produttivo.

In entrambi i casi il punto non è costruire una narrazione consolatoria dell’inclusione, ma mostrare che il lavoro, se organizzato con competenza, accompagnamento e responsabilità, può produrre effetti reali. Può creare reddito, relazioni, dignità e consapevolezza. E può ricordare anche al mondo del vino che una bottiglia non porta con sé soltanto un contenuto, ma anche le persone, le scelte e le comunità che l’hanno resa possibile.

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Ultimo aggiornamento: May 20, 2026 8:16 AM