Enovitis in campo 2026: cosa abbiamo visto in vigna
Dai robot autonomi ai biostimolanti, dalle reti anti-scottatura all’Intelligenza artificiale applicata ai trattori: le innovazioni presentate alla ventesima edizione di Enovitis in campo.
July 27, 2026
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Enovitis in campo 2026: cosa abbiamo visto in vigna
Il futuro del vino comincia molto prima della cantina. Prende forma tra i filari, nella gestione del suolo e della chioma, nella difesa fitosanitaria, nella nutrizione della pianta e nella vendemmia. La ventesima edizione di Enovitis in campo, svoltasi il 17 e 18 giugno 2026 alla Tenuta di Nozzole, a Greve in Chianti, ha mostrato come la tecnologia stia trasformando tutte queste attività. Oltre 6.500 visitatori, 161 marchi espositivi e 250 macchine e attrezzature in dimostrazione dal vivo hanno animato una rassegna che non propone un’esposizione statica, ma un laboratorio a cielo aperto nel quale osservare le soluzioni direttamente al lavoro.
Il reportage pubblicato sul numero 25 de Il Corriere Vinicolo presenta una selezione delle aziende e delle novità viste nei vigneti del Chianti Classico. Il percorso attraversa le principali frontiere dell’innovazione viticola: dalle reti che proteggono contemporaneamente dalla grandine e dalle scottature solari ai sistemi di recinzione contro la fauna selvatica; dai lieviti inattivati a effetto biostimolante alle soluzioni per aumentare la qualità delle uve e la tolleranza agli stress abiotici; dai nuovi strumenti per la difesa fitosanitaria alle attrezzature progettate per lavorare durante l’intero ciclo colturale.

Automazione, connettività e viticoltura di precisione rappresentano l’altro grande asse emerso dalla manifestazione. Trattori specialistici e vendemmiatrici capaci di adattarsi ai terreni in pendenza convivono con interceppi senza sensori, droni per l’irrorazione, rover autonomi e robot cingolati dotati di guida RTK e sistemi di riconoscimento basati sull’Intelligenza artificiale. Non mancano soluzioni pensate per aggiornare i trattori già esistenti, aggiungendo capacità di percezione dell’ambiente senza sostituire l’elettronica di bordo. Ne emerge un settore orientato a integrare innovazione tecnologica e meccanizzazione tradizionale per rispondere a esigenze sempre più pressanti: cambiamento climatico, sostenibilità, sicurezza, riduzione dei costi e difficoltà nel reperire manodopera specializzata. È il futuro del vino osservato dall’altra parte della filiera, là dove la qualità di ogni bottiglia comincia a essere costruita.