A guidare il processo sarà l’avvento del cambiamento tecnologico con l’evoluzione dell’AI generativa e dell’automazione nella maggior parte dei settori produttivi, contribuiranno inoltre l’incertezza economica, la transizione verde, le trasformazioni demografiche con l’invecchiamento della popolazione nelle economie sviluppate e, infine, la frammentazione geoeconomica. Mentre i lavoratori a rischio citati in apertura sono chiamati a muoversi velocemente verso l’ampliamento delle proprie competenze, ci sono già indicazioni utili su quelli che saranno i settori a più alto sviluppo, a cominciare proprio dall’agricoltura.
D’altronde la popolazione mondiale è in crescita e quindi la produzione di cibo dovrà essere implementata, così come non saranno sostituibili i posti di lavoro legati a logistica e trasporti mentre, ovviamente seppure solo terza in classifica, ci sarà sempre più bisogno di professionisti quali gli sviluppatori di software. In particolare il report sottolinea come sia necessario per i lavoratori del futuro adattarsi ad una formazione continua focalizzata sulle competenze più richieste, imparando a lavorare con l’AI e studiando l’interazione uomo-macchina, cercando soprattutto di anticipare i trend per avere un vantaggio competitivo in un mondo del lavoro in completa evoluzione.