Frescobaldi: tre priorità per il vino italiano

Stati Uniti, integrazione europea e riorganizzazione dell’offerta sono i tre assi della proposta di Lamberto Frescobaldi per affrontare il cambiamento strutturale del settore vitivinicolo.

Data:

July 20, 2026

Tempo di lettura:

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Testata del Corriere Vinicolo

Frescobaldi: tre priorità per il vino italiano

Il vino italiano è entrato in una fase nuova, segnata da tensioni geopolitiche, trasformazioni dei consumi e crescente disallineamento tra produzione e domanda. In questo scenario, limitarsi a difendere gli equilibri del passato non è più sufficiente: servono strumenti nuovi per leggere i mercati, ridurre i rischi e ripensare in modo strutturale l’offerta.

Sul n. 24/2026 de Il Corriere Vinicolo, Fabio Ciarla approfondisce il discorso conclusivo del presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi, all’assemblea annuale dell’8 luglio al Cnel. L’intervista sviluppa i tre assi indicati da Frescobaldi per il futuro del settore: Stati Uniti, Europa e riorganizzazione dell’offerta.

Gli Stati Uniti restano il primo mercato di esportazione per il vino italiano, ma attraversano una transizione profonda. Alla contrazione dei consumi si sommano dazi, indebolimento del dollaro, protezionismo e mutamenti nella percezione dell’alcol. Per UIV, la risposta non può essere il disimpegno, ma una presenza più assidua, sostenuta da promozione e conoscenza dei nuovi consumatori.

Il secondo fronte è l’Europa, chiamata a rafforzare la propria integrazione economica e commerciale. Le esportazioni italiane verso i partner europei hanno mostrato negli ultimi anni risultati significativi, soprattutto per gli spumanti, ma permangono ostacoli amministrativi, fiscali e regolatori. Accordi commerciali con aree strategiche e un mercato unico più compiuto diventano quindi condizioni essenziali per la competitività.

Il nodo più delicato riguarda infine l’offerta. Le giacenze di giugno sono salite dell’8,4% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre i prezzi medi risultano in calo. Frescobaldi propone il blocco temporaneo delle nuove autorizzazioni agli impianti, una maggiore tracciabilità del potenziale produttivo, la revisione delle rese e la tutela dei fondi Ocm destinati a competitività, innovazione e promozione. Non una rinuncia alla vocazione produttiva italiana, ma l’avvio di una strategia capace di adattare produzione e imprese a un mercato ormai strutturalmente diverso.