Mercosur, per la Spagna la sfida è con l’Italia

Il Brasile concentra quasi il 90% delle importazioni vinicole del Mercosur. Per la Spagna l’accordo apre opportunità, ma rende decisivo il confronto con l’Italia.

Data:

August 5, 2026

Tempo di lettura:

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Testata del Corriere Vinicolo

Mercosur, per la Spagna la sfida è con l’Italia

L’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur offre al vino spagnolo condizioni di accesso più favorevoli a una regione in crescita, ma non promette una trasformazione immediata. In una fase segnata dalla contrazione dei consumi nei mercati maturi e dalle tensioni commerciali internazionali, il blocco sudamericano rappresenta soprattutto uno strumento di diversificazione. La possibilità di tradurre la liberalizzazione in vendite effettive dipenderà però da marchi, distribuzione, promozione e capacità di conoscere i consumatori locali.

L’analisi di Vicent Escamilla, pubblicata sul numero 25 de Il Corriere Vinicolo, mostra come parlare di Mercosur significhi guardare in primo luogo al Brasile. Il Paese concentra circa l’89% del volume e del valore delle importazioni vinicole del blocco. Nel 2025 ha acquistato 165,1 milioni di litri per 511,2 milioni di euro, contro appena 2,7 milioni di litri nel 2000. Una crescita di lungo periodo che precede l’accordo e ne amplifica le potenziali ricadute.

Anche le esportazioni spagnole erano già in espansione. Tra il 2015 e il 2024 le vendite verso il Mercosur sono aumentate del 132% in volume e del 112% a valore, raggiungendo rispettivamente 10,6 milioni di litri e 33,6 milioni di euro. Il loro peso rimane tuttavia limitato: nel 2024 il blocco ha assorbito soltanto lo 0,5% dei volumi e l’1,1% del valore complessivamente esportati dalla Spagna.

Il nuovo scenario ridefinisce anche la concorrenza. Cile e Argentina conservano i vantaggi derivanti dalla prossimità geografica e da una presenza consolidata, ma la riduzione delle barriere favorisce allo stesso modo tutti i fornitori europei. Per la Spagna diventa quindi centrale il confronto con l’Italia, già forte in Brasile nei segmenti premium e nella cultura gastronomica. Un possibile vantaggio spagnolo risiede negli spumanti: nel 2025 il Paese è stato il primo fornitore in volume e il secondo a valore, alle spalle della Francia.

Origine, diversità varietale, sostenibilità e rapporto qualità-prezzo potranno sostenere la crescita dei vini spagnoli. Anche la maggiore protezione delle Indicazioni geografiche rafforza le denominazioni, ma restano barriere amministrative e regolamentari. L’accordo crea opportunità; saranno la presenza locale e gli investimenti delle cantine a trasformarle in quote di mercato, soprattutto nel confronto con i concorrenti europei.