Prosecco Doc frizzante, volumi stabili e nuove sfide

Nel 2025 il Prosecco Doc frizzante supera 87 milioni di bottiglie e mantiene volumi stabili. Germania ed Europa centrale guidano l’export, mentre il Consorzio prepara nuovi percorsi di ricerca anche per frizzante e fermo.

Data:

September 2, 2026

Tempo di lettura:

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Testata del Corriere Vinicolo

Prosecco Doc frizzante, volumi stabili e nuove sfide

Il Prosecco Doc frizzante mantiene una dimensione stabile e un’identità distinta dallo spumante. I volumi imbottigliati nel 2025 si sono attestati poco sopra 654.000 ettolitri, equivalenti a oltre 87 milioni di bottiglie. All’estero la tipologia raggiunge 514.000 ettolitri, l’1% in più rispetto al 2024, mentre il valore delle esportazioni diminuisce di circa quattro punti.

Nell’articolo pubblicato su Il Corriere Vinicolo n. 26/2026 del 31 agosto, “Dossier Frizzanti – 13ª edizione”, Fabio Ciarla e Franco Santini analizzano il comparto attraverso il confronto con Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc. La riduzione del valore, spiega Guidolin, va letta alla luce delle dinamiche eccezionali del 2025: il timore dei dazi statunitensi ha concentrato le spedizioni nella prima parte dell’anno, alterando i confronti, soprattutto nei mercati più piccoli.

a geografia dell’export conferma la specificità del frizzante. La Germania assorbe oltre un terzo della tipologia e offre un vantaggio fiscale, poiché il prodotto è esente dalle accise applicate allo spumante. Seguono Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Bassi e Austria. Gli Stati Uniti, grazie a un incremento vicino al 40%, raggiungono il quinto posto, mentre crescono Irlanda e Francia.

Frizzante e spumante seguono percorsi autonomi e si rivolgono a bacini differenti. A distinguerli contribuisce anche la chiusura: il tappo raso identifica il frizzante, mentre tappo a fungo e capsulone comunicano nello spumante occasione, festa e maggiore pregio. Un elemento che continua a influenzare la percezione del consumatore e il prezzo riconosciuto dal mercato.

Più complessa è la situazione italiana. I consumi sono scesi da circa 170.000 ettolitri nel 2024 a 140.000 nel 2025. Nella Grande distribuzione il segmento subisce la pressione dei Martinotti-Charmat di primo prezzo, mentre nell’Horeca mantiene un ruolo marginale. Anche il rifermentato in bottiglia, tipologia storica e identitaria, resta residuale e richiederebbe nuova attenzione.

Dopo il rosé e il progetto sul basso grado naturale con menzione “unica”, il Consorzio prepara nuovi percorsi di ricerca che potranno coinvolgere le tipologie frizzante e fermo. L’obiettivo è intercettare una domanda ancora inespressa e raggiungere mercati meno interessati al Prosecco, facendo leva sulla reputazione della denominazione. Per Guidolin, in uno scenario di consumi più volatili, soltanto un approccio proattivo può aprire nuove opportunità.