In un’intervista pubblicata su Il Corriere Vinicolo (n. 11/2025), Marzia Varvaglione racconta in prima persona il significato e le prospettive della sua recente elezione alla presidenza del Comité Européen des Entreprises Vins (CEEV). Un incarico che segna un passaggio storico: è infatti la prima volta che una giovane imprenditrice italiana viene chiamata a guidare l’organizzazione che rappresenta oltre 7.000 imprese del vino in Europa.
Presidente di AGIVI (Associazione dei Giovani Imprenditori Vitivinicoli Italiani) e consigliere di Unione Italiana Vini, Marzia Varvaglione, classe 1990, è parte attiva dell’azienda di famiglia Varvaglione 1921, che negli ultimi dieci anni è passata da produttore di vino sfuso a punto di riferimento per la viticoltura pugliese nel mondo.
Nell’intervista - a cura del direttore Giulio Somma - sono approfondite le priorità che accompagneranno il suo mandato alla guida del CEEV: commercio internazionale e dazi, vino e salute, sostenibilità, comunicazione efficace del vino e ricambio generazionale. Spazio anche alla proposta di creare un “Club of Young CEOs” europeo, come luogo di dialogo tra giovani leader del settore, al di là delle frontiere nazionali.
“Non mi sono mai sentita una donna in un mondo di uomini, ma un essere umano in un mondo di professionisti e persone competenti. La differenza di genere non l’ho mai percepita, e credo che si debba imparare a porsi senza pregiudizi nell’interlocuzione con gli altri”, afferma Varvaglione.
Con questo approccio, la nuova presidente del CEEV intende rafforzare il ruolo dell’organizzazione nel dialogo con le istituzioni europee e nella difesa di una filiera che affronta oggi sfide decisive. Una leadership giovane, autorevole e inclusiva, pronta a traghettare il vino europeo verso il futuro.