Ma il nodo centrale non è solo commerciale. Dal confronto tra produttori, dirigenti e operatori emerge con forza il tema della comunicazione: la sfida non è tanto tecnica o produttiva, quanto narrativa. La Valpolicella e i suoi vini sono chiamati a raccontarsi non come espressione di una singola tecnica enologica, ma come risultato di un sistema complesso di pratiche agricole, stagionali e culturali che definiscono l’identità del territorio.
In questo quadro si inserisce anche il dibattito sull’evoluzione stilistica, con una crescente attenzione verso vini più agili, freschi e bevibili, coerenti con le varietà autoctone e capaci di dialogare con nuovi modelli di consumo. Accanto all’Amarone, tornano così al centro Valpolicella e Ripasso, considerati leve strategiche per ampliare la platea dei consumatori e rafforzare la riconoscibilità complessiva della denominazione.