La conservazione dei vini bianchi e rosati rappresenta oggi una delle sfide più complesse per la filiera vitivinicola, soprattutto in un contesto segnato da un forte orientamento all’export e da scelte di packaging sempre più influenzate da esigenze di marketing. Stress termici, ossidativi e foto-ossidativi, che singolarmente potrebbero non compromettere in modo irreversibile la qualità del vino, tendono infatti ad agire in modo sinergico, amplificando il rischio di instabilità sensoriali lungo la vita commerciale del prodotto.
Nel contributo pubblicato su Il Corriere Vinicolo n. 04 (2 febbraio 2026), Maurizio Ugliano, del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, propone un’analisi puntuale dei principali fattori di stress cui sono sottoposti i vini bianchi e rosati durante trasporto e conservazione, soffermandosi sul ruolo cruciale delle scelte di imbottigliamento e tappatura. L’aumento delle distanze percorse dai vini, in particolare sui mercati extra-UE, espone infatti le bottiglie a temperature elevate e condizioni di stoccaggio non sempre controllabili, con effetti diretti sul profilo aromatico e sulla stabilità del colore.