Il bosco agisce come regolatore microclimatico, attenuando le escursioni termiche, stabilizzando l’umidità e riducendo la disidratazione dei suoli. Effetti osservabili sul campo, che si riflettono sul ritmo di maturazione, sull’equilibrio vegeto-produttivo e sulla composizione finale delle uve. Ma il ruolo della massa forestale non si esaurisce nella mitigazione climatica: diventa anche strumento di lettura del territorio nella fase progettuale, orientando le scelte varietali attraverso indicatori vegetazionali che integrano le analisi pedoclimatiche.
Il contributo affronta inoltre gli aspetti gestionali ed economici di questa impostazione, sottolineando come il bosco richieda interventi minimi e produca esternalità positive: maggiore stabilità idrica, incremento dell’attività biologica del suolo, contenimento naturale dei parassiti. Non mancano le criticità, dalla competizione radicale al rischio fitosanitario o incendi, che vengono però valutate in un’ottica di bilancio complessivo costi-benefici.